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Direzione generale per le dighe
e le infrastrutture idriche

Dipartimento per le opere pubbliche, le politiche abitative
e urbane, le infrastrutture idriche e le risorse umane e strumentali
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  • Documenti

    Documenti tecnici della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche, pubblicazioni nazionali e internazionali.

  • Diga di Castello (Cuneo)

    La diga di Castello è di tipo murario a gravità, in muratura di pietrame e malta di cemento (definizione secondo il D.M. 26.06.2014: a.1.1). Il serbatoio creato dalla diga ha come finalità la produzione di energia elettrica nella centrale di Casteldelfino, dove le portate vengono convogliate mediante galleria di derivazione lunga 2.600 m. L’attuale gestore dello sbarramento è Enel Green Power.

    diga di castello

    Inquadramento


    La Diga sbarra il torrente Varaita di Chianale in prossimità dell’abitato di Castello, nel territorio del comune di Pontechianale, in provincia di Cuneo. La superficie del bacino imbrifero direttamente sotteso dalla diga è pari a circa 67 Km².

    Geologia


    Il bacino è localizzato in una zona alpina caratterizzata dalla presenza di calcescisti a stratificazione irregolare con coperture di pascoli e conifere alle quote inferiori e con nevai e morene detritiche alle quote maggiori. La sezione prescelta per l’ubicazione della diga è in prossimità del confine tra la formazione serpentinosa che culmina al Monviso e l’ampia fascia di calcescisti che si estende sul versante orientale delle Alpi Marittime- Cozie.

    Caratteristiche


    La diga ha un andamento planimetrico leggermente arcuato, è alta 73 m sul piano generale di fondazione ed ha uno sviluppo in corrispondenza del coronamento (a quota 1590 m s.l.m.) di 247 m. La diga è costituita da conci separati da giunti di contrazione con interasse di 25 m, estesi a tutta l’altezza dell’opera. Il sistema drenante è costituito da fori verticali disposti ad interasse di circa 2 m, tangenti alle pareti di monte di tre cunicoli di ispezione e che sboccano nel cunicolo perimetrale disposto lungo le fondazioni. Entrambi i paramenti sono stati rivestiti con bolognini in gneiss.

    La diga è molto strumentata. In particolare, gli spostamenti plano altimetrici della diga vengono monitorati tramite collimazione e livellazione topografica, tramite un pendolo e tramite estensimetri a lunga base in fondazione. Per il monitoraggio dei giunti sono presenti degli estensimetri, mentre per la misura delle sottopressioni sono presenti dei piezometri.

    Opere di scarico


    Scarico di superficie:  
    è costituito da due luci di sfioro munite di grandi paratoie metalliche a ventola. La restituzione in alveo avviene tramite uno scivolo in calcestruzzo che accompagna le acque al piede diga.


    Scarico di alleggerimento: 
    è costituito da una galleria ricavata in roccia in sponda sinistra di lunghezza 125 m circa avente rivestimento metallico del diametro di 2,50 m e con soglia di imbocco a quota 1566,25 m s.l.m. Lo scarico è chiuso mediante paratoia piana seguita da paratoia a settore cilindrico. 


    Scarico di fondo: 
    è costituito da una tubazione metallica del diametro di 2,25 m per circa 113 m murata in galleria in roccia passante sotto la diga in sponda sinistra. L’asse di imbocco è a quota 1525 m circa. Lo scarico è intercettato a valle mediante due saracinesche lenticolari a comando oleodinamico del diametro di 1,5 m.


    Scarico di esaurimento: 
    è costituito da una tubazione metallica del diametro di 500 mm che sottopassa la diga nella zona più bassa dell’imposta. La sezione di imbocco è a quota 1523 m s.l.m. La tubazione metallica è seguita da un canale in muratura in galleria che sbocca a quota 1481 m s.l.m. Lo scarico è chiuso all’inizio da un tappo sollevabile a mezzo di un'asta verticale. A valle lo scarico è chiuso da una saracinesca lenticolare. 

    Opere di derivazione


    L’opera di presa dalla diga è posta in sponda destra. Le acque vengono convogliate nella centrale idroelettrica di Casteldelfino. Vedi Sistema Idroelettrico della Val Varaita

    Lavori


    La costruzione dell’opera risale agli anni 1936-1942. Il collaudo ai sensi del R.D. 1. 10. 1931 n. 1370 è stato concluso nel 1948. Per la costruzione dell’opera fu completamente abbattuta la frazione Chiesa, che sorgeva dove ora vi è il lago. Tutte le case di questa frazione, insieme alla chiesa parrocchiale stessa e al cimitero, sono stati ricostruiti in un'altra località nello stesso comune, che ha riassunto il nome di frazione Chiesa. Alcuni resti delle case, nei periodi di magra del lago, sono tuttora visibili sul fondo del lago.

    Data aggiornamento: 05/01/2022

    Galleria Fotografica

    <p>Scivolo dello scarico di superficie</p>
    <p>Vista dal coronamento</p>
    <p>Paramento di monte e paratoie a ventola</p>
    <p>Paramento di monte</p>
    <p>Paramento di valle</p>
    <p>Scivolo dello scarico di superficie innevato</p>
    <p>Vista dal coronamento</p>
    <p>Vista lago con dettaglio contrappeso delle paratoie a ventola</p>
    Galleria fotografica

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