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Direzione generale per le dighe
e le infrastrutture idriche

Dipartimento per le opere pubbliche, le politiche abitative
e urbane, le infrastrutture idriche e le risorse umane e strumentali
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  • Documenti

    Documenti tecnici della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche, pubblicazioni nazionali e internazionali.

  • Traversa di Ponte Annibale (Caserta)

    Situata poco a monte della storica città di Capua (CE), quest’opera consente di utilizzare la grande portata del fiume Volturno per la produzione di energia ed inoltre fornisce l'acqua per l’irrigazione di una vasta area agricola del territorio casertano.

    traversa di ponte annibale

    Inquadramento


    La traversa è ubicata in Campania, e intercetta il corso del fiume Volturno circa 8 km a monte della storica città di Capua, ed a circa 40 km dalla foce. Il suo bacino imbrifero (ovvero il territorio di cui raccoglie le acque) ha un’estensione di più di 5.500 km2.

    Caratteristiche


    La struttura della traversa è in calcestruzzo armato ed è costituita da due pile centrali e due spalle laterali, le cui sommità sono collegate da una passerella, che costituisce il coronamento. Alla base delle luci tra le pile e le spalle (all’incirca alla quota del fondo alveo) vi sono delle soglie curve, sulle quali appoggiano le paratoie.

    Lo sbarramento del fiume, in effetti, non è realizzato dalla struttura in calcestruzzo ma direttamente dalle tre paratoie che chiudono le suddette luci (descritte nelle opere di scarico). Infatti, nel caso delle traverse, non viene creato un serbatoio di accumulo che travalica le sponde fluviali, ma si ha principalmente lo scopo di stabilizzare il livello idrico a monte al fine di agevolare il prelievo dell’acqua. Se le paratoie vengono aperte, il fiume attraversa la sezione della traversa come fa con i ponti.

    Oltre alle suddette strutture, in realtà vi sono molte altre importanti strutture “invisibili”: le platee, i taglioni e i rivestimenti del fondo e delle sponde.

    Subito a monte e subito a valle della struttura della traversa, sul piano dell’alveo, vi sono due platee composte di lastroni di calcestruzzo armato. Quella di valle è a quota inferiore rispetto a quella di monte.

    All’inizio della platea di monte ed alla fine della platea di valle vi sono i taglioni (vedi sezione Approfondimenti in calce), particolarmente massiccio quello di monte, profondo 12 m e spesso 3 m.

    A valle della traversa, il fondo dell’alveo è rivestito per un’ulteriore lunghezza, fino ad arrivare ad una briglia che sporge dal fondo: in questo modo viene creato un bacino di calma per l’acqua che fuoriesce dagli scarichi. In questo tratto, anche le sponde del fiume sono rivestite con pareti in calcestruzzo armato.

    Opere di scarico


    In corrispondenza di ognuna delle tre luci in cui è suddivisa l’opera, vi sono della paratoie di considerevoli dimensioni: lunghezza 20 m ed altezza 8,2 m. Le paratoie sono composte da due moduli, infatti:

    • al di sotto vi è una paratoia a settore – con altezza di tenuta 5,55 m – che si appoggia sulla soglia di fondo;
    • in cima alla paratoia inferiore è incernierata una paratoia a ventola – con altezza massima di tenuta pari a 2,65 m.

    Per convenzione, le paratoie a ventola sono intese come scarichi di superficie e le paratoie a settore sono intese come scarichi di fondo. Le paratoie a ventola si abbassano automaticamente, sotto la spinta dell’acqua, quando viene raggiunta la quota massima di regolazione, ma possono anche essere manovrate tramite pistoni oleodinamici. Le paratoie a settore sono incernierate alle pile e vengono manovrate attraverso cremagliere su motori elettrici.

    Opere di derivazione


    Nella spalla sinistra della traversa sono ubicate le opere di derivazione per l’alimentazione della centrale idroelettrica presente in sito.

    Più a monte, invece, sono presenti due imbocchi, sulle rispettive sponde, per la derivazione per l’uso irriguo.

    Lavori


    La traversa è stata realizzata tra il 1953 ed il 1958, su progetto del 1951.

    Successivamente, a seguito di un problema di sifonamento (vedi sezione Approfondimenti in calce), l’opera è stata oggetto di lavori di consolidamento strutturale, ai quali sono seguiti alcuni altri lavori integrativi eseguiti tra il 1972 ed il 1993, in particolare:

    1. rafforzamento argine destro del bacino di ritenuta e nuova inalveazione controfosso,
    2. sovralzo dei terreni in destra idraulica del bacino e spostamento fosso di guardia,
    3. completamento della sistemazione idraulica del Volturno a valle della traversa (1° e 2° lotto – pozzi drenanti).

    Per effetto di tali lavori si è raggiunta la configurazione attuale dell’opera e delle strutture complementari sopra descritte.

    Approfondimenti


    Taglioni: sono strutture piane verticali impermeabili, trasversali al corso del fiume, che si approfondiscono al disotto dell’alveo, ed ostacolano il flusso idrico che si infiltra attraverso il terreno sotto la traversa; essi si realizzano allo scopo di diminuire le pressioni al di sotto della traversa, che farebbero “galleggiare” il manufatto e lo danneggerebbero.

    Sifonamento: infiltrazione dell’acqua al disotto della struttura, con il conseguente asporto del terreno di fondazione.

    Data aggiornamento: 05/01/2022

    Galleria Fotografica

    <p>Foto storica - Traversa nel suo insieme</p>
    <p>Particolare di una paratoia a settore</p>
    <p>Ventola in manovra</p>
    <p>Prospettiva della traversa con sullo sfondo l'edificio della centrale idroelettrica</p>
    Galleria fotografica

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    Elementi principali della diga

    (1) Altezza della diga: è la differenza tra la quota del piano di coronamento e quella del punto più depresso dei paramenti.

    (2) Quota di massimo invaso: è la quota massima a cui può giungere il livello dell'acqua dell'invaso ove si verifichi il più gravoso evento di piena previsto, escluso la sopraelevazione da moto ondoso.

    (3) Quota massima di regolazione: è la quota del livello d'acqua al quale ha inizio, automaticamente, lo sfioro degli appositi dispositivi.

    (4) Altezza di massima ritenuta: è il dislivello tra la quota di massimo invaso e quella del punto più depresso dell'alveo naturale in corrispondenza del parametro di monte.

    (5) Franco: Dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso.

    (6) Franco netto: dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso, aggiunta a questa la semiampiezza della massima onda prevedibile nel serbatoio.

    (7) Volume totale di invaso: capacità del serbatoio compresa tra la quota di massimo invaso e la quota minima di fondazione; per le traverse fluviali è il volume compreso tra il profilo di rigurgito più elevato, indotto dalla traversa, ed il profilo di magra del corso d'acqua sbarrato.

    (8) Volume utile di regolazione: quello compreso fra la quota massima di regolazione e la quota minima del livello d'acqua alla quale può essere derivata, per l'utilizzazione prevista, l'acqua invasata.

    (9) Volume di laminazione: quello compreso fra la quota di massimo invaso e la quota massima di regolazione ovvero, per i serbatoi specifici per laminazione delle piene, tra la quota di massimo invaso e la quota della soglia inferiore dei dispositivi di scarico.

    (10) Volume di invaso: Il volume d'invaso è pari alla capacità del serbatoio compreso tra la quota più elevata delle soglie sfioranti degli scarichi o della sommità delle eventuali paratoie e la quota del punto più depresso del paramento di monte.