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Direzione generale per le dighe
e le infrastrutture idriche

Dipartimento per le opere pubbliche, le politiche abitative
e urbane, le infrastrutture idriche e le risorse umane e strumentali
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  • Documenti

    Documenti tecnici della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche, pubblicazioni nazionali e internazionali.

  • Diga di Ridracoli (Forlì)

    La diga di Ridracoli costituisce un importante esempio di diga ad arco-gravità di dimensioni rilevanti, che si caratterizza per una moderna concezione strutturale e costruttiva. La diga è dotata di una elevata capacità di scarico ed è controllata da un esteso sistema di monitoraggio con funzionamento in tempo reale.

    diga di ridracoli

    Inquadramento


    La diga di Ridracoli è ubicata nei Comuni di Santa Sofia (FC) e Bagno di Romagna (FC) nell’Appennino Romagnolo, all’interno del Parco Nazionale delle “Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna” e sbarra il fiume Bidente di Ridracoli. L’invaso della diga è utilizzato per la regolazione annuale delle portate del fiume Bidente di Ridracoli, per l'approvvigionamento idropotabile dell'Acquedotto della Romagna e per la produzione di energia elettrica nella centrale Enel Green Power di Isola (Comune di Santa Sofia).

    Geologia


    Il bacino di Ridracoli ricade interamente nella zona assiale della catena appenninica, in prossimità del crinale, dominata da un complesso geologico attribuito alla formazione “Marnoso Arenacea Romagnola”, prevalentemente affiorante in sponda sinistra e nella coda del serbatoio e per il resto ricoperto da terreno vegetale e da fitta vegetazione. La zona di imposta della diga insiste sul “Membro di Premilcuore” caratterizzato da una alternanza stratigrafica di arenarie e marne disposte a franapoggio. 

    Caratteristiche


    La diga di Ridracoli è costituita da una struttura in calcestruzzo ad arco-gravità a doppia curvatura poggiante su di un pulvino (vedi Sezione Approfondimenti in calce) di fondazione in corrispondenza del quale è presente un giunto perimetrale di contatto. La struttura della diga è formata da 27 conci con interposti giunti verticali di costruzione presidiati da coprigiunti in neoprene. Il volume di calcestruzzo della diga è pari a 600.000 m3. Il coronamento si sviluppa per una lunghezza di 432 m ed è largo circa 7 m, mentre la larghezza alla base della diga è di 36 m. Al di sotto della parte centrale del coronamento è presente lo scarico di superficie a soglia libera.

    La struttura è ispezionabile attraverso un sistema di quattro cunicoli orizzontali a differenti quote collegati da discenderie lungo le imposte; sono presenti inoltre un cunicolo in corrispondenza del giunto perimetrale lungo la superficie di contatto con il pulvino e due cunicoli paralleli nella struttura di fondazione. Nei cunicoli recapitano le canne drenanti presenti nel corpo diga ed in fondazione. La tenuta idraulica in fondazione è affidata ad uno schermo di iniezioni cementizie profonde e di contatto; le sottopressioni sono controllate da uno schermo di canne drenanti in fondazione.

    La struttura della diga è monitorata mediante la misura strumentale degli spostamenti altimetrici e planimetrici, la misura delle sottopressioni, la misura delle perdite e delle filtrazioni, la misura delle tensioni nel calcestruzzo, la misura delle deformazioni della roccia di fondazione.

    Opere di scarico


    Scarico di superficie:

    scarico a soglia libera ubicato in corpo diga al di sotto della parte centrale del coronamento, costituito da 8 luci rettangolari per uno sviluppo complessivo di 106,50 m e con soglia a quota 557,30 m s.l.m.. Le acque sfiorate cadono nella sottostante vasca di smorzamento in calcestruzzo. Lo scarico di superficie è in grado di rilasciare una portata massima di 730 m3/s alla quota di massimo invaso.

    Scarico di mezzofondo:

    ubicato in sponda sinistra, è costituito da una galleria con diametro di 4,0 m e con soglia di imbocco a quota 505,80 m s.l.m.; segue uno scivolo a cielo aperto in cemento armato che accompagna le acque in alveo a valle. La galleria è presidiata da due paratoie piane in serie, a manovra oleodinamica e manuale. Lo scarico di mezzofondo è in grado di rilasciare una portata di circa 130 m3/s alla quota massima di regolazione.

    Scarico di fondo:

    ubicato in sponda destra, è costituito da una galleria di diametro 4,0 m con imbocco a calice con soglia a quota 480,00 m s.l.m.. La galleria è presidiata da due paratoie piane in serie, a manovra oleodinamica e manuale. L’accesso alla camera paratoie avviene a mezzo di galleria con imbocco da valle diga. Lo scarico di fondo è in grado di rilasciare una portata di circa 170 m3/s alla quota massima di regolazione.

    Scarico di esaurimento:

    è costituito da una tubazione affogata nel calcestruzzo del pulvino al piede della sponda destra con soglia di imbocco a quota 468,00 m s.l.m., presidiata da due saracinesche a manovra oleodinamica e manuale.

    Opere di derivazione


    Doppia opera di presa con imbocchi in sponda destra presidiati da griglie e muniti di paratoia piana di intercettazione. Le due luci di presa alimentano altrettante gallerie in pressione, fino a raggiungere un pozzo verticale di collegamento, alla cui base inizia la galleria di derivazione dello sviluppo di circa 7 km, munita di una paratoia piana di intercettazione all’estremo di monte e di pozzo piezometrico all’estremo di valle. Il pozzo piezometrico si trova in località “Rondinaia” nel Comune di Santa Sofia, ha una altezza di 100 m ed un diametro interno di 3,6 m. Dal pozzo si diparte una condotta forzata in acciaio dello sviluppo di circa 230 m, con valvola a farfalla di sicurezza in testa e contenuta entro galleria scavata in roccia, fino a raggiungere la centrale Enel Green Power in località “Isola” nel Comune di Santa Sofia, con tronco finale pensile sul piano campagna. La portata turbinata, restituita dalla centrale in un manufatto di carico, viene infine addotta al potabilizzatore di Capaccio, tramite una condotta a gravità dello sviluppo di circa 800 m. 

    Approfondimenti


    Pulvino: il pulvino è una struttura di fondazione utilizzata per le dighe ad arco, che si interpone tra la diga vera e propria e la roccia, lungo tutto il contorno della diga stessa; esso ha lo scopo di distribuire la spinta della diga sulla roccia ed anche di compensare, con la propria forma variabile, le variazioni tra la spalla destra e la sinistra in modo che la struttura della diga vera e propria possa essere perfettamente simmetrica rispetto al piano verticale di mezzeria.

    Data aggiornamento: 05/01/2022

    Galleria Fotografica

    <p>Sfioro diga</p>
    <p>Paramento di valle innevato</p>
    <p>Sfioro vista dall'alto</p>
    <p>Paramento di monte visto dal lago</p>
    <p>Vista da spalla sinistra</p>
    <p>Paramento di valle con modesto sfioro</p>
    <p>Paramento valle e vasca dissipazione</p>
    Galleria fotografica

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    Elementi principali della diga

    (1) Altezza della diga: è la differenza tra la quota del piano di coronamento e quella del punto più depresso dei paramenti.

    (2) Quota di massimo invaso: è la quota massima a cui può giungere il livello dell'acqua dell'invaso ove si verifichi il più gravoso evento di piena previsto, escluso la sopraelevazione da moto ondoso.

    (3) Quota massima di regolazione: è la quota del livello d'acqua al quale ha inizio, automaticamente, lo sfioro degli appositi dispositivi.

    (4) Altezza di massima ritenuta: è il dislivello tra la quota di massimo invaso e quella del punto più depresso dell'alveo naturale in corrispondenza del parametro di monte.

    (5) Franco: Dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso.

    (6) Franco netto: dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso, aggiunta a questa la semiampiezza della massima onda prevedibile nel serbatoio.

    (7) Volume totale di invaso: capacità del serbatoio compresa tra la quota di massimo invaso e la quota minima di fondazione; per le traverse fluviali è il volume compreso tra il profilo di rigurgito più elevato, indotto dalla traversa, ed il profilo di magra del corso d'acqua sbarrato.

    (8) Volume utile di regolazione: quello compreso fra la quota massima di regolazione e la quota minima del livello d'acqua alla quale può essere derivata, per l'utilizzazione prevista, l'acqua invasata.

    (9) Volume di laminazione: quello compreso fra la quota di massimo invaso e la quota massima di regolazione ovvero, per i serbatoi specifici per laminazione delle piene, tra la quota di massimo invaso e la quota della soglia inferiore dei dispositivi di scarico.

    (10) Volume di invaso: Il volume d'invaso è pari alla capacità del serbatoio compreso tra la quota più elevata delle soglie sfioranti degli scarichi o della sommità delle eventuali paratoie e la quota del punto più depresso del paramento di monte.