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Direzione generale per le dighe
e le infrastrutture idriche

Dipartimento per le opere pubbliche e le politiche abitative
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  • Piani e Programmi

    Pianificazione e programmazione degli interventi sulle infrastrutture idriche

  • Diga di Monte Cotugno (Potenza)

    La diga in terra più grande d’Europa, cuore pulsante di uno dei più importanti schemi idrici del Sud.

    diga di monte cotugno

    Inquadramento


    La diga è ubicata in Basilicata, in prossimità della città di Senise, e sbarra il fiume Sinni a circa 33 km dalla foce (6 km a monte della confluenza del torrente Sarmento). Considerato che il corso del fiume è lungo circa 94 km, la diga lo interrompe in corrispondenza di 2/3 della sua lunghezza. Il bacino imbrifero dell’intero fiume, fino alla foce, è di circa 1.290 km2, mentre la sezione della diga intercetta una porzione di bacino ampia 804 km2. Pertanto il lago di Monte Cotugno raccoglie l’acqua di circa i 3/5 del bacino del fiume Sinni.

    Il lago è talmente grande che è pensato per una cosiddetta “regolazione pluriennale”: può raccogliere l’acqua del proprio bacino idrografico per più anni, compensando tra gli anni con piogge minori e quelli con piogge maggiori. Inoltre anche altri bacini sono stati collegati al lago tramite gallerie artificiali, allo scopo di utilizzarlo come riserva.

    Caratteristiche


    La diga è costituita da un terrapieno del volume di 11,6 milioni di m3. L’altezza massima (nella parte centrale) è di oltre 65 m e la lunghezza del coronamento, da una sponda all’altra, è circa 1,85 km, mentre la dimensione massima trasversale alla base (al centro) è di circa 268 m.

    Il coronamento è talmente largo da essere simile ad una strada a due corsie.

    Sul paramento di monte della diga è applicato un “manto impermeabile”: un rivestimento realizzato con diversi strati di materiale simile a quello utilizzato per le pavimentazioni stradali. All’interno del “sandwitch” vi è uno strato più permeabile, che serve ad intercettare eventuali infiltrazioni, che vengono poi raccolte alla base del paramento.

    La diga poggia su uno strato di terreno abbastanza permeabile; più in profondità vi è uno strato di terreno poco permeabile. Alla base del paramento di monte della diga, vi sono due paratie in calcestruzzo parallele che si approfondiscono fino allo strato di terreno poco permeabile. Le paratie hanno lo scopo di ostacolare il flusso idrico che in loro assenza passerebbe sotto la diga, attraversando lo strato di terreno più permeabile, e rischierebbe di danneggiarla.

    Alla base del corpo diga, dal lato del serbatoio – quindi alla base del manto impermeabile e sopra le paratie – è realizzato un cunicolo di ispezione. In questo cunicolo viene raccolta e misurata l’acqua che si infiltra attraverso il manto di tenuta o attraverso le paratie.

    Opere di scarico


    La diga è dotata di due opere di scarico multiple: l’opera in destra (dal lato della casa di guardia) ospita uno scarico di superficie e lo scarico di fondo; quello in sinistra ospita un altro scarico di superficie e lo scarico di mezzo-fondo.

    Lo scarico di superficie in destra, addossato alla sponda del lago, è realizzato con una vasca con un ciglio laterale da cui può entrare l’acqua, lungo 34m; la vasca sbocca in una galleria molto pendente che si congiunge alla galleria dello scarico di fondo. Quest’ultima, che ha origine con un’opera di imbocco posta più a monte, quasi al fondo del lago, ha diametro di 6,2m. Nella galleria dello scarico di fondo, poco prima della confluenza di quella dello scarico di superficie, vi sono le paratoie che tengono chiuso lo scarico.

    Gli scarichi di sinistra sono realizzati in una torre, distante dalla sponda. Il secondo scarico di superficie ha una soglia ad arco di cerchio – ovvero è un cosiddetto “settore di calice” – dello sviluppo di circa 29m. Al di sotto, sulla parete della torre vi sono delle luci (fori rettangolari), chiuse da paratoie, che costituiscono lo scarico di mezzo-fondo. Sia la soglia superiore sia le luci inferiori fanno confluire l’acqua, al fondo della torre, in una stessa galleria, anch’essa del diametro di 6,2m come quella dello scarico di destra.
    Le gallerie di entrambi i manufatti di scarico aggirano la diga e sboccano a valle attraverso particolari manufatti rialzati “a griglia” che hanno la funzione di dissipare la grande energia che avrebbe l’acqua nel caso in cui si scaricassero le elevate portate di cui sono capaci tali scarichi.

    Opere di derivazione


    Il lago è dotato di una “torre di presa”: un manufatto cilindrico verticale realizzato all’interno del lago, sulle cui pareti sono realizzate alcune luci a diverse quote, a loro volta dotate di paratoie. Aprendo la paratoia della luce prescelta, si può prelevare l’acqua alla quota desiderata, in genere la più superficiale possibile compatibilmente col livello del lago. Anche alla torre di presa segue una galleria che convoglia l’acqua alle opere per la distribuzione, poste a valle della diga.

    La diga di Monte Cotugno è il cuore della rete “Ionico-Sinni” – gestita dall’EIPLI – che fornisce, lungo il proprio percorso, acqua potabile e per l’irrigazione ad un ampio territorio a cavallo tra Basilicata e Puglia. Tale rete fornisce acqua anche alla fabbrica ILVA di Taranto e può alimentare altri due laghi artificiali: quello di San Giuliano, nei pressi di Matera, e quello di Pappadai, realizzato oltre Taranto.

    Lavori


    Il progetto della diga è stato presentato per la prima volta nel 1970. Secondo la prima idea progettuale, la diga doveva essere realizzata poco più a valle dell’attuale posizione, dove la distanza tra le due colline che ne formano le spalle era molto minore. Il sito di realizzazione fu poi spostato più a monte perché vi erano migliori condizioni geologiche.

    I lavori di costruzione della diga e delle opere accessorie sono durati dal 1972 al 1983 (il rilevato fu terminato nel 1978). Quasi al termine dei lavori si verificò il terremoto dell’Irpinia, che fu avvertito nel territorio della diga ma senza danni. In seguito a quell’evento, per conferire alla diga maggior sicurezza rispetto alle possibili azioni sismiche, si decise di aggiungere la seconda paratia impermeabile in fondazione, a monte della prima già realizzata.

    Prima di iniziare la realizzazione della diga vera e propria, per deviare il corso del fiume dall’area dei lavori, è stato necessario realizzare, poco a monte, una “avandiga” (vedi sezione Approfondimenti in calce). Nel caso di Monte Cotugno, l’avandiga è stata realizzata con gli stessi terreni della diga vera e propria, e ha lunghezza quasi pari a quella della diga stessa.

    I materiali per realizzare il rilevato della diga sono terreni prelevati da cave appositamente aperte lungo il corso del fiume Sinni.

    Al momento l’invaso è sottoposto ad una limitazione – ovvero non è consentito raggiungere il massimo riempimento – in attesa che vengano eseguiti lavori di manutenzione straordinaria del manto di tenuta (realizzato ormai circa quarant’anni fa) e di ripristino ed adeguamento degli impianti tecnologici.

    Approfondimenti


    Avandiga: L’avandiga è una diga molto più bassa e di caratteristiche più semplici della diga principale, tramite la quale il corso del fiume viene intercettato e deviato attraverso la galleria del futuro scarico di fondo. Essa viene poi sommersa dal lago e si può vedere solo quando si verificano livelli idrici molto bassi.

    Data aggiornamento: 05/01/2022

    Galleria Fotografica

    <p>Il paramento di valle della diga di Monte Cotugno, con alla base l'ingresso di uno dei cunicoli trasversali</p>
    <p><span style="font-size:11.0pt;line-height:115%;
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mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-language:AR-SA">La
torre di presa e la casa di guardia diga di Monte Cotugno (in primo piano la
parte centrale del paramento di monte)</span></p>
    <p>Vista dal piazzale della casa di guardia</p>
    Una delle due opere di sbocco a griglia
    <p>Vista da monte</p>
    <p>Vista da valle, con un basso livello di invaso</p>
    Galleria fotografica

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