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Direzione generale per le dighe
e le infrastrutture idriche

Dipartimento per le opere pubbliche e le politiche abitative
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  • Piani e Programmi

    Pianificazione e programmazione degli interventi sulle infrastrutture idriche

  • Diga del Molato (Piacenza)

    È una diga a gravità alleggerita caratterizzata dalla presenza di imponenti speroni, tra i quali si sviluppano, e nei quali si impostano, voltine a tutta altezza atte a supportare la spinta dell’acqua invasata. La facciata verso valle, caratterizzata da una sequenza di immensi vuoti, interrotti da archi in successione, risulta così altamente monumentale.

    Opera dall’architettura suggestiva che consente l’accumulo delle acque del torrente Tidone per l’irrigazione dei terreni della Val Tidone e della Val Luretta, la regolazione delle stesse per la difesa dei territori di valle, consentendo anche la produzione di energia elettrica. La diga costituisce inoltre un potenziale centro di attrazione turistica della vallata.

    Il coronamento della diga del Molato è, in fasce orarie diurne, aperto al passaggio pedonale pubblico ed è meta di migliaia di visitatori tra famiglie, scolaresche e gruppi interessati alla storia e alle importanti funzioni di questo sbarramento.

    diga del molato

    Inquadramento


    La Diga del Molato, situata in quella parte della Provincia di Piacenza dove la Val Tidone si apre verso la Pianura Padana, fa da sbarramento al torrente Tidone stesso, dando luogo al bacino di compensazione noto come Lago di Trebecco che ha un volume utile di 8 milioni di m3 d’acqua.

    Il Torrente Tidone ha un andamento sinuoso per tutta la sua lunghezza, di circa 46 Km, nasce in Lombardia nella provincia di Pavia e giunge in Emilia Romagna - Provincia di Piacenza - poco a monte della diga.

    La Val Tidone è un’area geografica rimasta con spiccata caratteri agricoli e silvestri, scarsamente antropizzata. L’attività agricola è la maggior fonte di reddito per gli abitanti dei Comuni di questa zona: da Pianello a Rottofreno, passando per Borgonovo e Castel San Giovanni, si perdono a vista d’occhio distese coltivate sia in piano che in altura. Infatti, già nei primi decenni del XX secolo si era resa manifesta l’idea di realizzare un sistema di raccolta e regolazione delle acque nella Val Tidone per migliorare l’irrigazione a scopi agricoli.

    La diga è raggiungibile in auto percorrendo la Strada Provinciale 412 della Val Tidone lungo la quale, dopo 6 km dall’abitato di Nibbiano, è presente l’accesso al coronamento della diga (sponda sinistra).

    Geologia


    Lo sbarramento è interamente impostata nella formazione delle Arenarie di Ranzano costituita, sotto l'aspetto litologico, da alternanze di livelli arenacei, siltitici ed argillo-marnosi. La formazione appena descritta e le altre che affiorano nell'invaso (Marne di Monte Piano e "complesso caotico") sono impermeabili.

    Caratteristiche


    La diga è costituita da 17 volte cilindriche in calcestruzzo armato sostenute da sedici speroni confinate lateralmente da due spalle a gravità massiccia; tra gli speroni 8 e 11 è impostata la soglia sfiorante dello scarico di superficie principale.

    Le volte, che spiccano da uno zoccolo in calcestruzzo che costituisce le fondazioni della diga, hanno generatrici inclinate di 45° e uno spessore variabile da 1,00 m in sommità a 1,85 m alla base.

    Gli speroni hanno spessore variabile da 1,20 m alla sommità a 2,40 m alla base. L’irrigidimento tra i contrafforti è costituito da sette serie di travi in cemento armato disposte orizzontalmente a quote diverse. Sugli speroni è impostato un ponte rettilineo di lunghezza circa 170 m, mentre alla base degli speroni stessi vi è una massiccia platea in calcestruzzo a protezione della roccia di fondazione.

    La struttura massiccia in sponda sinistra ha andamento planimetrico rettilineo normale al coronamento. La struttura massiccia in sponda destra ha andamento planimetrico spezzato a L: il primo tratto perpendicolare all’asse diga (lunghezza di circa 25 m), il secondo parallelo (lunghezza di circa 35 m).

    Il coronamento ha una lunghezza complessiva di 335 m ed ha una quota di calpestio posta a 362,5 m s.l.m.

    L’iter progettuale e realizzativo della diga del Molato fu lungo e complesso: dal momento in cui venne proposta, essa rimase un progetto astratto fino al 1912. Con l’avvento della prima guerra mondiale il progetto venne abbandonato per poi essere ripreso nel 1920. La costruzione ebbe poi un’improvvisa accelerazione tra il 1921 ed il 1928, anno in cui l’opera venne inaugurata e messa in funzione. Durante la realizzazione dell'opera l'allora Capo del Governo Benito Mussolini, effettuò una visita al cantiere.

    Opere di scarico


    La diga è caratterizzata dalle seguenti opere di scarico:

    Scarico di superficie: ubicato a coronamento tra gli speroni 8 e 11 ed è costituito da tre luci da 8,80 m ciascuna. Le soglie sfioranti (ad andamento rettilineo a quota 354,40 m s.l.m.) erano originariamente sormontate da paratoie a settore (dimensioni m 8,80 x 5,00) che ad oggi risultano disattivate;

    Scarico di superficie ausiliario: ubicato in sponda destra circa 220 m a monte dalla diga. È realizzato in galleria e scarica nel torrente Tidone a circa 900 m a valle della stessa. La soglia centrale è presidiata da una paratoia a ventola automatica, alta 3,2 m, posta a quota 351.2 m s.l.m. Le soglie laterali fisse a quota 354.40 m s.l.m., corrispondente a quella dello scarico di superficie sul corpo diga, hanno andamento planimetrico ad arco di cerchio.

    Scarico di mezzofondo: ubicato in sponda destra con imbocco a quota 335,05 m s.l.m. a circa 50 m a monte del coronamento diga. L’imbocco ha dimensioni da m 4,80 x 3,60 a m 1,50 x 1,50; l’ultimo tratto di raccordo della panconatura di monte risulta blindato (circa 3 m).

    Scarico di fondo: situato tra gli speroni 8 e 9 a quota 317,30 in asse, è costituito da due tubazioni metalliche parallele, annegate a tratti nel calcestruzzo di fondazione (lunghezza totale di circa 56 m). Per ogni tubazione a circa 20,5 m dall’imbocco è installata una paratoia piana (m 0,98 x 0,98). La portata complessivamente esitabile dagli scarichi è pari a 805 m3/s (con livello del lago a 358,30 m s.l.m.).

    Opere di derivazione


    Descrizione sintetica del distretto del Tidone

    La rete di adduzione e distribuzione del distretto del Tidone è relativamente complesso ed ha un funzionamento a gravità. Sono presenti canali a cielo aperto, condotte in pressione, canali chiusi e canali in galleria. Per quanto riguarda i materiali utilizzati, i canali a cielo aperto sono realizzati in terra, quelli in galleria sono in calcestruzzo, mentre le condotte in pressione sono in PVC, in acciaio, in ghisa sferoidale e in cemento armato.

    Descrizione sintetica della derivazione idroelettrica

    La centrale idroelettrica, risalente agli anni ’20, attualmente presenta una potenza efficiente di 2 MW ed una producibilità media annua di 2.5 GWh. L’impianto è stato automatizzato nel 1982 e tuttora è a conduzione di tipo automatica-autonoma.

    La derivazione idroelettrica della diga del Molato è costituita da una tubazione in acciaio lunga circa 69 m di diametro variabile tra 1200 e 500 mm. L’opera di presa è costituita da un pozzetto semicircolare in calcestruzzo con ciglio sfiorante a quota 324,00 m.

    Lavori


    La diga del Molato è stata oggetto di numerosi e importanti lavori appresso citati:

    Progetto di rafforzamento (prof. Oberti):

    • progetto esecutivo: 31/10/1964;
    • consegna lavori: 1965;
    • inizio invasi sperimentali: 1966.

    Progetto di rafforzamento (ing. Ceruti):

    • progetto esecutivo: 14/01/1985;
    • consegna lavori: 1986;
    • ultimazione lavori: 1998.

    Progetto generale di ristrutturazione (I, II e III stralcio):

    • progetto esecutivo: 10/11/1994;
    • ultimazione lavori: 1999.

    Progetto generale di ristrutturazione (IV stralcio):

    • progetto esecutivo: agosto 1999;
    • consegna lavori: 2002;
    • ultimazione lavori: 2005.

    Lavori di difesa delle sponde del torrente Tidone a valle dello scarico di superficie:

    • approvazione progetto: 03/10/2011;
    • ultimazione lavori: prevista nel 2021.

    A riguardo, si consiglia la lettura dell’articolo Safety reassessment of multiple arch dams in Italy: general considerations and presentation of case-study (G. Mazza, A. Marcello, R. Ceruti).

    Data aggiornamento: 05/01/2022

    Galleria Fotografica

    <p>Paramento di monte e coronamento<br>(fonte:
    Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Vista da destra&nbsp;del paramento di monte<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Paramento di monte e coronamento visti da sinistra<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Vista da destra del paramento di monte<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Vista da destra del paramento di monte<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da valle<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da monte<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Vista aerea del paramento di monte e coronamento<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da valle<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da valle<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Paramento di valle<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da valle<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da monte<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da monte<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da valle<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da valle<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Vista da destra del paramento di monte<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    <p>Panoramica aerea da valle<br>(fonte:
        Consorzio di Bonifica di Piacenza)</p>
    Galleria fotografica

    Contenuti Correlati

    Elementi principali della diga

    (1) Altezza della diga: è la differenza tra la quota del piano di coronamento e quella del punto più depresso dei paramenti.

    (2) Quota di massimo invaso: è la quota massima a cui può giungere il livello dell'acqua dell'invaso ove si verifichi il più gravoso evento di piena previsto, escluso la sopraelevazione da moto ondoso.

    (3) Quota massima di regolazione: è la quota del livello d'acqua al quale ha inizio, automaticamente, lo sfioro degli appositi dispositivi.

    (4) Altezza di massima ritenuta: è il dislivello tra la quota di massimo invaso e quella del punto più depresso dell'alveo naturale in corrispondenza del parametro di monte.

    (5) Franco: Dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso.

    (6) Franco netto: dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso, aggiunta a questa la semiampiezza della massima onda prevedibile nel serbatoio.

    (7) Volume totale di invaso: capacità del serbatoio compresa tra la quota di massimo invaso e la quota minima di fondazione; per le traverse fluviali è il volume compreso tra il profilo di rigurgito più elevato, indotto dalla traversa, ed il profilo di magra del corso d'acqua sbarrato.

    (8) Volume utile di regolazione: quello compreso fra la quota massima di regolazione e la quota minima del livello d'acqua alla quale può essere derivata, per l'utilizzazione prevista, l'acqua invasata.

    (9) Volume di laminazione: quello compreso fra la quota di massimo invaso e la quota massima di regolazione ovvero, per i serbatoi specifici per laminazione delle piene, tra la quota di massimo invaso e la quota della soglia inferiore dei dispositivi di scarico.

    (10) Volume di invaso: Il volume d'invaso è pari alla capacità del serbatoio compreso tra la quota più elevata delle soglie sfioranti degli scarichi o della sommità delle eventuali paratoie e la quota del punto più depresso del paramento di monte.