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Direzione generale per le dighe
e le infrastrutture idriche

Dipartimento per le opere pubbliche e le politiche abitative
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  • Piani e Programmi

    Pianificazione e programmazione degli interventi sulle infrastrutture idriche

  • Diga di Alpe Gera (Sondrio)

    La diga di Alpe Gera è situata nel comune di Lanzada (SO), in alta Valmalenco, nelle Alpi Retiche. Lo sbarramento, costituito da una diga massiccia a gravità in calcestruzzo, è lungo 530 metri e alto 160 metri (174 metri ai sensi del D.M. 24.3.1982), come un grattacielo di 53 piani, con un volume totale di circa 1.700.000 metri cubi sufficienti a contenere il Duomo di Milano (alto 108 metri).

    diga di alpe gera

    Inquadramento


    La diga di Alpe Gera forma il lago artificiale omonimo a quota 2128 m s.l.m. invasando 68 milioni di metri cubi d’acqua, pari alla capienza di 63.000 piscine olimpioniche. L’invaso di Alpe Gera, insieme a quello di Campo Moro, fa parte dell’importante sistema idroelettrico della Valmalenco, composto da tre centrali idroelettriche: Campo Moro (a quota 2.000 m s.l.m.), Lanzada (a quota 1.000 m s.l.m.) e quella di Sondrio (a quota 300 m s.l.m.).

    Le acque dell’invaso di Alpe Gera giungono, con un salto medio di circa 133 m, alla centrale idroelettrica di Campo Moro.

    Geologia


    La sezione di sbarramento corrisponde alla soglia della conca glaciale costituente il serbatoio. La roccia è formata da scisti serpentinosi su tutta la sponda sinistra e sulla maggior parte della destra.

    In fondazione è stato realizzato uno schermo di impermeabilizzazione con iniezioni cementizie spinte fino a 70 - 90 m di profondità completate da iniezioni di consolidamento e di cucitura roccia-calcestruzzo.

    Caratteristiche


    La diga di Alpe Gera è realizzata in calcestruzzo ed è di tipo “a gravità ordinaria”. Con i suoi 160 m di altezza è una delle dighe più alte d’Italia.

    Lo sbarramento ha una lunghezza di 528 m, il coronamento posto a quota 2.128 m s.l.m. e un volume complessivo di 1.685.000 m3.

    È attraversata in senso longitudinale da 10 cunicoli collegati tra loro, ed al coronamento con un impianto ascensore che, percorrendo lo sbarramento verticalmente per 140 metri, è uno tra i più alti d’Europa.

    Il progetto risale al 1959; l’opera è stata costruita tra il luglio del 1958 e l’ottobre del 1964 ed collaudo è stato ultimato il 31 marzo 1970.

    Opere di scarico


    La diga è caratterizzata dalle seguenti opere di scarico:

    Scarico di superficie:

    è costituito da una soglia libera sfiorante suddivisa in tre luci dello sviluppo netto complessivo di 30 m, ricavato nel corpo diga a quota 2125,00 m s.l.m. al disotto del piano di coronamento in sponda sinistra;

    Scarico di alleggerimento: è ubicato in sponda sinistra con soglia di imbocco a quota 2043,90 m s.l.m. Le opere di imbocco sono seguite da una galleria (una lunghezza di circa di 213,2 m) che sottopassa la diga ad una distanza di circa 45 m dal piano di imposta;

    Scarico di fondo:

    è ubicato in sponda sinistra con soglia di imbocco a quota 2008,40 m s.l.m. Lo scarico è costituito da un’unica opera di imbocco e quindi da due gallerie parallele di diametro di 3,00 m (Lsx ~ 635,5 m, Ldx ~ 618,1 m), scavate nella roccia ad una distanza di circa 30 m dalle fondazioni della diga e che terminano con l’opera di sbocco, in cui è sistemata la camera di manovra delle valvole;

    Scarico profondo: è posizionato nella zona centrale della diga e presenta una soglia a quota 2003,15 m slm; lo scarico è costituito da una tubazione metallica di diametro 800 mm (lunghezza di circa 105 m) alloggiata in cunicolo ricavato nel calcestruzzo di fondazione della diga;

    Scarico di esaurimento: è ubicato in corrispondenza della zona più depressa delle fondazioni con soglia a quota 1978,05 m s.l.m.; lo scarico è costituito da una tubazione metallica di diametro 500 mm (lunghezza di circa 66 m) che attraversa il calcestruzzo di fondazione della diga.

    La portata complessivamente esitabile dagli scarichi è pari a 258,61 m3/s (con livello del lago a 2126,00 m s.l.m.).

    Opere di derivazione


    Le acque del lago di Alpe Gera giungono nella centrale di Campo Moro per la produzione di energia elettrica. La centrale di Campo Moro è stata costruita nel 1965 interamente in una caverna artificiale collegata all’esterno grazie a una galleria lunga 570 metri. Ha una potenza pari a quella di 66 auto Ferrari di formula uno, pari al fabbisogno medio annuo di circa 14.000 famiglie.

    Al termine dell’utilizzo, le acque vengono rilasciate nel serbatoio di Campo Moro che, a sua volta, è collegato alla centrale di Lanzada grazie ad una galleria di derivazione lunga 8.000 m e due condotte forzate lunghe 1.500 m.

    Dalla centrale di Lanzada, le acque giungono alla centrale di Sondrio attraverso una galleria lunga circa 10.000 m e una condotta forzata lunga 1375 m ed infine restituite nel fiume Adda.

    In sintesi, le tre centrali elettriche che utilizzano le acque della diga di Alpe Gera forniscono una potenza complessiva pari a quella di 735 auto Ferrari di formula uno e producono pari al fabbisogno annuo di 350.000 famiglie.

    Lavori


    Nel 2019 sono stati eseguiti lavori di manutenzione sul rivestimento del paramento di monte della diga.
    Nel 2018 è stata eseguita la sostituzione di tratti di tubazioni di comando relativi agli scarichi di fondo e mezzo fondo.

    Data aggiornamento: 05/01/2022

    Galleria Fotografica

    <p>Coronamento<br>(fonte&nbsp;Enel Green Power Italia S.r.l.)</p>
    <p>Foto storica - Cantiere nel febbraio 1963<br>(fonte&nbsp;Enel Green Power Italia S.r.l.)</p>
    <p>Foto storica - Vista da valle, lavori a quota 2037 - ottobre 1962<br>(fonte&nbsp;Enel Green Power Italia S.r.l.)</p>
    <p>Confronto tra la Diga di Alpe Gera ed il Duomo di Milano<br>(fonte&nbsp;Enel Green Power Italia S.r.l.)</p>
    <p>Paramento di valle<br>(fonte&nbsp;Enel Green Power Italia S.r.l.)</p>
    <p>Vista da valle<br>(fonte&nbsp;Enel Green Power Italia S.r.l.)</p>
    <p>Vista da valle<br>(fonte&nbsp;Enel Green Power Italia S.r.l.)</p>
    <p>Foto storica -&nbsp;Vista del cantiere da monte lato sinistro - 17 Ottobre 1962<br>(fonte&nbsp;Enel Green Power Italia S.r.l.)</p>
    Galleria fotografica

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    Elementi principali della diga

    (1) Altezza della diga: è la differenza tra la quota del piano di coronamento e quella del punto più depresso dei paramenti.

    (2) Quota di massimo invaso: è la quota massima a cui può giungere il livello dell'acqua dell'invaso ove si verifichi il più gravoso evento di piena previsto, escluso la sopraelevazione da moto ondoso.

    (3) Quota massima di regolazione: è la quota del livello d'acqua al quale ha inizio, automaticamente, lo sfioro degli appositi dispositivi.

    (4) Altezza di massima ritenuta: è il dislivello tra la quota di massimo invaso e quella del punto più depresso dell'alveo naturale in corrispondenza del parametro di monte.

    (5) Franco: Dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso.

    (6) Franco netto: dislivello tra la quota del piano di coronamento e quella di massimo invaso, aggiunta a questa la semiampiezza della massima onda prevedibile nel serbatoio.

    (7) Volume totale di invaso: capacità del serbatoio compresa tra la quota di massimo invaso e la quota minima di fondazione; per le traverse fluviali è il volume compreso tra il profilo di rigurgito più elevato, indotto dalla traversa, ed il profilo di magra del corso d'acqua sbarrato.

    (8) Volume utile di regolazione: quello compreso fra la quota massima di regolazione e la quota minima del livello d'acqua alla quale può essere derivata, per l'utilizzazione prevista, l'acqua invasata.

    (9) Volume di laminazione: quello compreso fra la quota di massimo invaso e la quota massima di regolazione ovvero, per i serbatoi specifici per laminazione delle piene, tra la quota di massimo invaso e la quota della soglia inferiore dei dispositivi di scarico.

    (10) Volume di invaso: Il volume d'invaso è pari alla capacità del serbatoio compreso tra la quota più elevata delle soglie sfioranti degli scarichi o della sommità delle eventuali paratoie e la quota del punto più depresso del paramento di monte.