CIRCOLARE MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 4 DICEMBRE 1987, N. 352
Prescrizioni inerenti l'applicazione del regolamento sulle dighe di 
ritenuta approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1° Novembre 
1959, n. 1363.
(G.U. 19-1-1988, n. 14) 

	La commissione interministeriale di esperti, presieduta dal presidente 
della IV sezione del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, costituita con 
decreto interministeriale 14-10-1985, n. 2396, per la pianificazione degli 
interventi di protezione civile in caso di collasso di opere di sbarramento 
(dighe di ritenuta), nella relazione conclusiva dei suoi lavori ha, tra l'altro, 
osservato che la «Parte prima» (amministrativa) del regolamento approvato con 
decreto del Presidente della Repubblica 1-11-1959, n. 1363 (v.), e concernente 
la compilazione dei progetti, la costruzione e l'esercizio degli sbarramenti di 
ritenuta (dighe, traverse) sia tuttora da considerare, nella sua impostazione 
generale, valida agli effetti della prevenzione del collasso delle opere in 
questione. 
	Nell'intento però di migliorare le condizioni di sicurezza per l'esercizio 
dei serbatoi artificiali, la commissione ha ritenuto di individuare alcune 
necessarie prescrizioni integrative inerenti l'applicazione del suddetto 
regolamento, prescrizioni con le quali viene anche data risposta ai quesiti da 
più parti rivolti sull'argomento. 
	In conformità delle indicazioni contenute nella relazione della predetta 
commissione interministeriale - sulla quale si è espressa favorevolmente anche 
l'assemblea generale del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici - si 
impartiscono quindi le seguenti prescrizioni alle quali dovranno attenersi gli 
uffici che hanno competenze in materia di opere di sbarramenti. 

	
Ambito di applicazione del regolamento. 
	
Il regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1-11-
1959, n. 1363 (v.) anche alle «opere di ritenuta» destinate alla formazione di 
serbatoi idrici artificiali realizzati fuori alveo, qualunque ne sia la finalità 
ed il regime della loro utilizzazione. 
	
Progetto di massima (art. 1). 

Il progetto di massima deve comprendere anche l'allegato relativo al calcolo 
del profilo dell'onda di piena artificiale conseguente a manovre degli organi di 
scarico, secondo quanto previsto dalla circolare ministeriale 28-8-1986, n. 1125 
(v.).
Al progetto di massima dovranno essere allegate foto aeree dei siti in numero 
adeguato. 

Progetto esecutivo (art. 2).
 
Gli allegati al progetto esecutivo devono anche comprendere:
- la determinazione delle caratteristiche dell'onda di piena conseguente ad 
ipotetico collasso dello sbarramento e la individuazione delle aree soggette ad 
allagamento ai fini della protezione civile;
- lo schema dell'impianto elettromeccanico delle apparecchiature di comando 
e di controllo degli organi di scarico con indicazione delle ridondanze di 
componenti e di sistema considerate necessarie per garantire la continuità della 
funzionalità dell'impianto medesimo.

Gestione dello sbarramento.
 
Il concessionario o richiedente la concessione o, in mancanza di esso il 
proprietario delle opere, qualora non curi direttamente anche l'esercizio delle 
opere stesse è tenuto a notificare formalmente all'Amministrazione dei Lavori 
Pubblici nonché agli organi della protezione civile le condizioni ed i patti in 
base ai quali si intende affidare ad altri l'esercizio delle opere nonché gli 
accordi necessari a garantirne la corretta gestione.
L'affidamento dell'esercizio deve essere autorizzato dal Ministero dei 
Lavori Pubblici previa verifica, da parte di quest'ultimo, dell'idoneità 
tecnico-organizzativa del responsabile della gestione. 
Nella regione Sardegna l'autorizzazione di cui sopra è rilasciata dal 
presidente della giunta regionale. 

Foglio di condizioni per l'esercizio e la manutenzione. 

In aggiunta al foglio di condizioni per l'esecuzione dell'opera (art. 6) 
deve essere predisposto il «foglio di condizioni per l'esercizio e la 
manutenzione». Tale atto deve essere sottoscritto prima dell'autorizzazione agli 
invasi sperimentali.
Tale «foglio di condizioni per l'esercizio e la manutenzione» deve essere 
assai ampio e dettagliato e deve essere modificabile in qualsiasi tempo 
successivo. In esso deve essere riportato il numero, il tipo e la localizzazione 
delle apparecchiature di controllo nonché le specie e le frequenze delle misure; 
saranno altresì indicati i luoghi da assoggettare ad osservazione diretta con la 
relativa frequenza nonché le modalità della guardiania che dovrà essere svolta 
da personale adeguatamente qualificato ed affidabile. 
In proposito si precisa che, in funzione del tipo di sbarramento, della sua 
entità e localizzazione, del sistema di controllo, della struttura tecnico- 
organizzativa del gestore, in condizioni di regolare esercizio ed in situazioni 
di normalità, la guardiania potrà esplicarsi non necessariamente in modo 
permanentemente attivo; nel caso degli invasi sperimentali essa dovrà comunque 
essere svolta per periodi adeguatamente estesi nel corso della giornata. 
Il «foglio di condizioni per l'esercizio e la manutenzione» dovrà anche 
contenere le cadenze e le modalità secondo le quali il concessionario o il 
richiedente la concessione o, in mancanza di questo, il proprietario delle 
opere, dovrà provvedere con personale specializzato ad ispezioni periodiche e 
sistematiche intese ad accertare le condizioni generali e particolari delle 
opere e delle loro pertinenze, comprese le sponde del serbatoio, nonché 
l'efficienza della strumentazione di controllo. 
Per le dighe già in esercizio, fino a quando non saranno installati gli impianti 
alternativi per il comando ed il controllo degli organi di scarico, il «foglio 
di condizioni per l'esercizio e la manutenzione» dovrà comprendere l'obbligo 
della verifica degli impianti esistenti, da effettuarsi con periodiche messe in 
carica, con frequenza almeno mensile.
Allorquando tenderanno ad esaurirsi i fenomeni di deformazione permanente 
sia della struttura che della fondazione, il numero degli strumenti e la 
frequenza delle osservazioni potranno essere modificati sulla base delle 
risultanze dei controlli dell'esercizio precedente.
Nel «foglio di condizioni per l'esercizio e la manutenzione» debbono essere 
inoltre stabiliti tipo, tempi e forma della trasmissione dei dati e di ogni 
altra comunicazione sia all'interno della struttura organizzativa del gestore 
che nei confronti dei competenti organi di sorveglianza e di protezione civile, 
sia durante il periodo degli invasi sperimentali che durante l'esercizio del 
serbatoio.
Tra le norme contenute nel «foglio di condizioni per l'esercizio» e la 
manutenzione devono essere riportate quelle relative all'installazione di 
cartelli monitori, dei dispositivi di segnalazione acustica e della 
strumentazione idrometrica prevista con la circolare ministeriale 28-8-1986, n. 
1125 (v.).
Dovrà far parte integrante del «foglio di condizioni per l'esercizio e la 
manutenzione» il documento, approvato dalle autorità competenti nel campo della  
protezione civile, contenente le condizioni che devono verificarsi perché si 
debba attivare il sistema di protezione civile e le procedure da porre in atto.
In particolare dovranno essere definite le varie fasi di allerta in 
funzione delle diverse situazioni tecniche tipiche di ciascuna diga (tipo, 
geometria   della struttura e degli scarichi, capacità di invaso e di 
laminazione, fondazioni, condizioni delle sponde, situazione a valle, ecc.) e 
dei fattori esterni (idrologia, sismica ecc.)secondo le indicazioni  generali 
che qui di seguito si riportano:

a) Vigilanza rinforzata.
Comporta la sorveglianza attiva e permanente dell'opera. Essa è attuata in 
occasione di apporti fluviali che facciano temere il superamento del livello di 
massimo invaso del serbatoio ovvero nel caso in cui le osservazioni a vista o 
strumentali relative al comportamento della diga appaiano anormali ed inoltre 
per ragioni previste nel piani dell'organizzazione della difesa militare.

b)Pericolo - allarme di tipo 1. 
Si ha allorquando il livello del serbatoio ha superato la quota di massimo 
invaso, oppure in caso di perdita, di movimenti franosi nelle aree circostanti 
l'invaso e di ogni altra manifestazione che faccia temere la compromissione 
della stabilità dell'opera e comunque della sicurezza a valle.
 
c)Collasso - allarme di tipo 2.
Si ha nel caso di collasso constatato, parziale o totale, dell'opera.

 	Nei casi a) e b) il responsabile della gestione informa della situazione 
il provveditorato alle opere pubbliche, o funzionario equivalente a seconda 
della zona geografica, al quale  sono riservate le dichiarazioni dell'eventuale 
stato di allerta e le relative comunicazioni alle stazioni interessate, ai 
vigili del fuoco, al prefetto, al Dipartimento della protezione civile. 
	Nel caso c) invece il responsabile della gestione  informa direttamente e, 
nel più breve tempo possibile, le stazioni dei carabinieri, i sindaci dei comuni 
interessati, i vigili del fuoco, il prefetto ed il provveditore alle opere 
pubbliche ed il Dipartimento della protezione civile, in accordo con quanto 
previsto del decreto del Presidente della Repubblica n. 66/1981. 
	Il «foglio di condizioni per l'esercizio e la manutenzione» deve, di 
conseguenza, definire accuratamente le diverse situazioni tecniche che 
individuano una di tali fasi, tipiche per ciascuna diga (tipo strutturale, 
condizioni delle sponde, situazioni a valle, ecc.) ed indicare, altresì, in modo 
esplicito modalità di comunicazione, procedure da attivare per le diverse 
situazioni, nominativo e telefono ufficio e di abitazione dei vari responsabili 
dianzi indicati e cioè: 

	- gestore; 
	- stazione dei carabinieri; 
	- sindaci dei comuni interessati; 
	- vigili del fuoco; 
	- prefetto; 
	- provveditorato alle opere pubbliche; 
	- Dipartimento della protezione civile. 

	Nei casi di allerta a) e b) dinanzi descritti, gli ordini per le manovre 
di urgenza degli organi di scarico dello sbarramento saranno impartiti dal 
provveditore alle opere pubbliche, o funzionario equivalente, che ha la 
competenza per il territorio in cui ricade lo sbarramento medesimo. 
	Nella regione autonoma della Sardegna gli ordini sopraindicati sono 
impartiti dal presidente della giunta regionale ovvero dall'assessore regionale 
ai Lavori Pubblici.
	Il «foglio di condizioni per l'esercizio e la manutenzione» deve essere 
predisposto anche per le dighe già in esercizio entro il termine di diciotto 
mesi dalla data della presente circolare. 
	Il «foglio» in parola, redatto dagli uffici periferici del Ministero dei 
Lavori Pubblici competenti per territorio, deve essere approvato dalla 
presidenza della IV sezione del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici; esso 
sarà quindi restituito agli uffici competenti per la firma da parte de! 
concessionario o richiedente la concessione o, in mancanza di	questo, del 
proprietario delle opere, per il successivo perfezionamento amministrativo.
	Nella regione Sardegna il «foglio» in parola, deve essere redatta 
dall'assessorato ai Lavori Pubblici. 

Assistenza governativa (art.11).
 
	Il concessionario, nel contratto regolante il rapporto di lavoro con 
l'assistente governativo, dovrà espressamente vincolare il medesimo alla 
puntuale ottemperanza delle prescrizioni di cui all'art. 11 del decreto del 
Presidente della Repubblica n. 1363. 

Autorizzazione all'invaso (art. 13).
 
	L'autorizzazione all'inizio degli invasi sperimentali e subordinata alla 
predisposizione ed approvazione, sentito il servizio dighe, del programma di 
invaso.
	In merito dovrà essere preventivamente acquisito il parere della 
commissione di collaudo che potrà comunque prospettare, in	ogni successivo 
momento, ulteriori indicazioni in merito alle varie fasi di invaso ed alle 
osservazioni e misure da effettuare.
 
Collaudo (art. 14).
 	Il collaudo è effettuato, per designazione del presidente della IV sezione 
del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, da una commissione collaudatrice 
presieduta da un ingegnere dell'Amministrazione dei Lavori Pubblici con 
qualifica non inferiore a primo dirigente e comprendente un ingegnere del 
servizio dighe che sia a conoscenza dello svolgimento dei lavori. 
	La commissione può inoltre comprendere, nei casi di maggiore rilevanza, un 
ingegnere con almeno cinque anni di attività prestata presso il Servizio 
idrografico, un funzionario amministrativo a conoscenza della pratica di 
concessione di derivazione, esperti 	in altre specializzazioni tecniche. 
	La commissione può essere nominata sin dall'inizio dei lavori e comunque 
deve essere nominata prima dell'inizio degli invasi sperimentali. 
	La commissione dovrà almeno una volta all'anno dare comunicazione delle 
operazioni  e delle osservazioni eseguite al presidente della IV sezione del 
Consiglio superiore dei Lavori Pubblici. 

Vigilanza durante l'esercizio (art. 15).
 
	In condizioni di regolare esercizio, la vigilanza continua dello 
sbarramento può intendersi assicurata con sistemi di telecontrollo e con 
l'obbligo per il concessionario di 
garantire la guardiania secondo quanto indicato nel «foglio di condizioni per 
l'esercizio e la manutenzione».

Obblighi del richiedente la concessione o concessionario (art.16).

	Le operazioni di manovra degli organi di scarico per il controllo della 
funzionalità degli stessi e per la manutenzione dell'impianto sono necessarie 
per la verifica delle condizioni di sicurezza del medesimo e, in quanto tese a 
salvaguardare la pubblica incolumità, devono ritenersi prevalenti rispetto ad 
	altre esigenze.
 
Studi relativi alle zone soggette ad allagamento. 

	Ai fini della protezione civile, per tutte le «opere di ritenuta» soggette 
al regolamento già esistenti sul territorio nazionale, il concessionario o 
richiedente la concessione o, in mancanza di questo, il proprietario delle 
opere, dovrà determinare le caratteristiche dell'onda di piena conseguente ad 
ipotetico collasso dello sbarramento e la individuazione delle aree soggette ad 
allagamento, entro il termine di cinque anni dalla data della presente 
circolare.