PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DIPARTIMENTO PER I SERVIZI TECNICI NAZIONALI


N. DSTN/2/22806			Roma, 13 dicembre 1995


Ai concessionari o richiedenti la concessione, ai proprietari, 
ai gestori delle opere di sbarramento rientranti nella competenza 
del Servizio Nazionale Dighe
LORO SEDI

Al Magistrato alle acque
VENEZIA

Al Magistrato per il Po
PARMA

Ai Provveditorati alle opere pubbliche
LORO SEDI

Agli Uffici del genio civile di
BOLZANO
TRENTO
GORIZIA
PORDENONE
TRIESTE
UDINE

All'Assessorato ai lavori pubblici della Regione Sardegna
CAGLIARI

Alle Prefetture
LORO SEDI

Ai Commissari del Governo
LORO SEDI

Alla Presidenza del Consiglio Superiore dei lavori pubblici
ROMA

Alla Presidenza della IV sezione del Consiglio Superiore dei lavori pubblici
ROMA

Al Ministero dell'ambiente - Gabinetto
ROMA

Al Ministero dei lavori pubblici - Direzione generale della difesa del suolo
ROMA

Al Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali - Gabinetto
ROMA

Al Ministero dell'Interno - Direzione Generale della Protezione Civile e 
dei Servizi Antincendio
ROMA

Al Dipartimento della Protezione Civile
ROMA

Alle Autorità di Bacino
LORO SEDI

Ai Presidenti delle Giunte Regionali
LORO SEDI




CIRCOLARE CONTENENTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE E INTEGRATIVE 
			IN MATERIA DI DIGHE



A) - Prescrizioni inerenti la designazione dell' ingegnere responsabile 
della sicurezza  delle dighe, (decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito 
con legge 21 ottobre 1994, n. 584).

	L'art. 4, comma 7, del decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, recante misure
urgenti in materia di dighe, convertito con legge 21 ottobre 1994, n. 584, di 
seguito denominato 'legge', dispone che: "al fine di garantire l'azione di controllo
esercitata nella costruzione e nell'esercizio delle dighe da parte della pubblica 
amministrazione, ogni concessionario o gestore delle opere è tenuto ad individuare,
anche all'interno della propria struttura, un ingegnere, designato responsabile 
della sicurezza delle opere e dell'esercizio dell'impianto".
	Al fine di attuare tale disposizione, si prescrive che i concessionari 
o richiedenti la concessione o, in loro assenza, i proprietari che gestiscono 
direttamente le opere di sbarramento, dighe di ritenuta o traverse, indicate 
all'art. 1, comma 1, della 'legge' , comunichino, entro trenta giorni dalla 
data di pubblicazione della presente circolare nella Gazzetta Ufficiale, al 
Servizio Nazionale Dighe (SND), ai competenti Provveditorati alle opere pubbliche,
ovvero all' Assessorato ai lavori pubblici della Regione Sardegna per le opere 
ricadenti in detta Regione ed alle competenti Prefetture, per ogni opera esercita 
o in costruzione, il nominativo ed i recapiti dell'ingegnere responsabile della 
sicurezza delle opere e della sicurezza dell'esercizio dell'impianto (nonchè di 
un ingegnere che lo sostituisca in caso di assenza o impedimento - ingegnere sostituto.
Unitamente alla comunicazione al SND dovrà essere trasmessa copia dell'atto 
formale di designazione allo svolgimento dell'incarico di ingegnere responsabile 
e, nel caso di liberi professionisti, anche la loro dichiarazione di accettazione
dell'incarico. In caso di inadempienza rilevata a seguito degli accertamenti 
periodici di controllo, ricorrono le condizioni per l'applicazione della sanzione
pecuniaria prevista dal predetto art. 4, comma 4, della 'legge' ai concessionari
o richiedenti la concessione o, in loro assenza, ai proprietari che gestiscono 
direttamente le opere di sbarramento.



B) - Piene artificiali e Fogli di Condizione per l'esercizio e la manutenzione.

	Nell'ambito della propria attività di vigilanza e conoscitiva il SND deve 
promuovere ed acquisire gli studi sulle conseguenze che hanno sui territori di 
valle le manovre normali ed eccezionali degli organi di scarico della diga e 
l'ipotetico crollo della diga stessa (art. 24, comma 6, lettera e) del d.P.R. 
24 gennaio 1991, n.85), ai fini della definizione degli scenari degli incidenti 
probabili, sulla base dei quali dovranno essere redatti dai prefetti i relativi 
piani di emergenza. A tal fine i concessionari o richiedenti la concessione o, 
in loro assenza, i proprietari che gestiscono direttamente le opere di sbarramento,
dighe di ritenuta o traverse, indicate all'art. 1, comma 1, della 'legge', qualora
non avessero già provveduto, devono redigere, attenendosi alle allegate 
"raccomandazioni" elaborate con il concorso del G.N.D.C.I., e far pervenire al SND
entro sei mesi dalla data di pubblicazione della presente circolare, gli studi 
sugli effetti delle piene artificiali connesse alle manovre degli organi di scarico
e gli studi teorici tendenti ad individuare il profilo dell'onda di piena e le aree
soggette ad allagamento in conseguenza di ipotetico collasso della struttura.
	I sopra indicati soggetti devono altresì valutare la massima portata di piena 
transitabile in alveo a valle dello sbarramento, contenuta nella fascia di pertinenza 
fluviale come delimitata dalla competente Autorità di bacino o, ove non costituita, 
dall' Autorità competente per l'asta fluviale; il dato deve essere comunicato al 
Dipartimento della Protezione Civile ed alle locali Autorità di protezione civile.
	Al fine di consentire al SND la redazione del Foglio di Condizioni per 
l'esercizio e la manutenzione e del documento contenente le condizioni che devono
verificarsi perchè si debba attivare il sistema di protezione civile e le procedure
da porre in atto (definito nella circolare 4 dicembre 1987 n.352, pubbl. sulla G.U. 
n.14 del 19 gennaio 1988), ove già non esistenti, i sopraindicati concessionari o 
richiedenti la concessione o, in loro assenza, i proprietari che gestiscono direttamente
le opere di sbarramento trasmettono all'Ufficio Periferico, entro 90 giorni dalla 
data della richiesta, i dati e le informazioni ritenuti necessari dal SND. 
	In caso di inadempienza dell'invio dei documenti di cui ai precedenti commi 
(piene artificiali, informazioni per la redazione del Foglio di Condizioni e del 
documento di protezione civile) rilevata a seguito degli accertamenti periodici di
controllo, ricorrono le condizioni per l'applicazione ai soggetti anzidetti della 
sanzione pecuniaria prevista dall'art. 4, comma 4, della 'legge'; nel contempo il 
SND, previa ordinanza prefettizia disposta ai sensi dell'art. 2 del T.U. delle leggi
di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n.773, provvede alla raccolta dei dati ed 
alla redazione degli elaborati non pervenuti avvalendosi di soggetti pubblici o 
privati di comprovata competenza, a spese degli interessati.
	I Fogli di Condizione per l'esercizio e la manutenzione già redatti devono 
intendersi integrati con la prescrizione che il valore della massima portata di 
piena transitabile in alveo a valle degli sbarramenti contenuta nella fascia di
pertinenza fluviale come delimitata dalla competente Autorità di bacino o, ove
non costituita, dall' Autorità competente per l'asta fluviale, non dovrà essere
superato nel corso delle manovre ordinarie degli organi di scarico.



C) - Asseverazione dello stato delle dighe in esercizio e della loro sicurezza.

	I concessionari o richiedenti la concessione o, in loro assenza, i proprietari
che gestiscono direttamente le opere di sbarramento, dighe di ritenuta o traverse, 
indicate all'art. 1, comma 1, della 'legge' devono inoltrare al SND, entro 120 giorni
dalla data di pubblicazione della presente circolare, e successivamente ogni sei mesi,
una dichiarazione con la quale l'ingegnere responsabile di cui al precedente punto 
A) assevera lo stato delle opere, ivi comprese le sponde del serbatoio, e delle
   apparecchiature, per quanto riguarda la manutenzione, l'efficienza e le condizioni
   di sicurezza, nonchè il rispetto del Foglio di Condizioni per l'esercizio e la 
   manutenzione durante la gestione dell'impianto. La dichiarazione, cui devono 
   essere allegati i diagrammi aggiornati delle misure significative del comportamento
   dell'opera, deve altresì asseverare che non si ravvisano situazioni di pericolo 
   per le popolazioni ovvero indicare gli eventuali provvedimenti di urgenza assunti.
	Il SND effettua i sopralluoghi e gli accertamenti ritenuti opportuni, 
comunicandone i risultati, ove necessario, alla competente Prefettura per l'eventuale
 applicazione di provvedimenti cautelativi e/o sanzionatori.



D) - Opere di sbarramento realizzate in assenza di progetto approvato ovvero in 
difformità allo stesso successivamente alla data di entrata in vigore della 'legge'.


1) - Le opere di sbarramento (da identificare nel manufatto costituente la diga, con i 
     relativi interventi di consolidamento e tenuta in fondazione e nelle spalle, e
     nelle opere di scarico con i relativi impianti) realizzate successivamente alla 
     data di entrata in vigore della 'legge' senza aver previamente ottenuto l'approvazione
     tecnica del progetto, ovvero in difformità del progetto approvato (o modificate 
     successivamente al completamento degli invasi sperimentali ed all'inizio 
     dell' ordinario esercizio) in modo tale da ridurre le loro originarie condizioni
     di sicurezza, fattispecie sanzionate dall'art. 4, comma 1, della 'legge', sono 
     soggette all'applicazione dei provvedimenti di cui all'art.18 del d.P.R. 1 novembre 
     1959 n.1363 fino alla loro eventuale demolizione, qualora non presentino condizioni
     di sicurezza rientranti nei limiti previsti dalla normativa tecnica vigente.
	Nel caso in cui le opere di sbarramento siano riconducibili alle condizioni 
     di sicurezza previste dalla normativa tecnica vigente, il trasgressore, attuati 
     gli anzidetti provvedimenti, potrà effettuare i necessari lavori semprechè 
     il relativo progetto, da presentare SND entro 6 mesi dalla rilevata trasgressione,
     sia stato dallo stesso approvato, anche nella forma condizionata all'osservanza di
     prescrizioni (art. 1, comma 1, della 'legge'). 
     Le opere di sistemazione dovranno essere completate, nel rispetto degli obblighi,
     oneri e vincoli di cui all'art.1, comma 6, della 'legge' entro i tempi tecnici 
     indicati nel progetto approvato dal SND. Il definitivo parere negativo sul 
     progetto presentato comporta per il trasgressore l'immediato obbligo di messa in 
     sicurezza definitiva dei luoghi.

	2) - Sulle modifiche apportate alle opere di sbarramento (da identificare 
	come al precedente punto 1) che non ne riducano le originarie condizioni di 
	sicurezza e non incidano in modo rilevante sull' impostazione progettuale a 
	suo tempo approvata, ed a quelle apportate allo stato dei luoghi ovvero alle 
	opere accessorie o complementari (interventi di consolidamento dei versanti 
	dell'invaso, dispositivi di tenuta del serbatoio, strumentazione di misura e 
	controllo, impianti di sorveglianza, allarme ed illuminazione, casa di guardia,
	viabilità di servizio), ma, per queste ultime, solo nel caso di riduzione
	delle loro specifiche condizioni statico-funzionali, deve essere acquisita 
	l'approvazione tecnica da parte del SND, che può essere rilasciata anche a 
	posteriori e nella forma condizionata all'osservanza di prescrizioni. 
	Il richiedente la concessione o concessionario o, in mancanza di questo, 
	il proprietario che gestisce direttamente le opere, può pertanto dare subito 
	inizio ai suddetti lavori di modifica, restando peraltro a suo carico esclusivo 
	gli oneri conseguenti alle eventuali prescrizioni del SND. In ogni caso la 
	mancata approvazione comporta la realizzazione degli interventi come da progetto
	originariamente approvato. Nel caso venga accertata, in qualunque fase dei 
	lavori o a lavori eseguiti, l'assenza dei presupposti di sicurezza sopra 
	indicati per le opere di sbarramento, ricorre la fattispecie sanzionatoria 
	di cui all'art.. 4, comma 1, della 'legge' e l'applicazione delle procedure 
	di cui al precedente punto 1).
	L'invio al SND della documentazione tecnico-progettuale da sottoporre ad 
	approvazione deve avvenire prima del termine dei lavori relativi alla modifica. 
	Ove le modifiche siano apportate in occasione di lavori di costruzione o di 
	manutenzione di apprezzabile rilevanza detto invio potrà avvenire prima 
	della ultimazione degli stessi. 
	Nel caso in cui le modifiche in argomento siano già realizzate o in corso 
	di realizzazione alla data di pubblicazione della presente circolare, 
	l'anzidetto invio deve avvenire entro 90 giorni da detto termine. 
	Per omesso o ritardato invio degli elaborati progettuali relativi a 
	modifiche rilevate a seguito degli accertamenti periodici di controllo, 
	ricorrono le condizioni per l'applicazione della sanzione pecuniaria 
	prevista dall'art. 4, comma 4, della 'legge', salvo che il fatto non 
	costituisca più grave reato.



E) - Applicazione del d.P.R. 1 novembre 1959, n°1363.


	1) - L'art. 28 del d.P.R. 24 gennaio 1991, n°85, modificato ed integrato 
	dall'art. 5, comma 2, della 'legge', stabilisce che, fino all'assegnazione 
	del personale agli uffici periferici del SND, e comunque non oltre il 31 
	dicembre 1995, i Provveditorati Regionali alle OO.PP. del Ministero dei 
	lavori pubblici e l'Assessorato ai LL.PP. della Regione Sardegna continuano 
	a svolgere le attività espletate in applicazione degli artt. 11, 16, 17 e 18 
	del regolamento approvato con d.P.R. 1 novembre 1959, n° 1363. 
	Ciò premesso, in attesa dell'emanazione del nuovo regolamento per la disciplina
	del procedimento di approvazione dei progetti e del controllo sulla costruzione 
	e l'esercizio delle dighe di cui all'art. 2, comma 1, della 'legge', si 
	forniscono alcuni chiarimenti indispensabili per un corretto ed uniforme 
	impiego del citato d.P.R. n. 1363 del 1959, emanato in funzione di una 
	organizzazione statuale oggi profondamente modificata, che non ne consente 
	la letterale applicazione. Peraltro lo stesso d.P.R è stato in passato oggetto, 
	da parte del Ministero dei LL.PP., di circolari interpretative e prescrittive 
	volte a consentire di adeguare la normativa alla struttura amministrativa modificatasi 
	a seguito del d.P.R. n. 616 del 1977 e delle mutate esigenze di sicurezza. 
	Successivi provvedimenti legislativi (legge n. 183 del 1989, d.P.R. n. 85 del 1991, 
	decreto-legge n. 507 del 1994) hanno regolamentato in maniera diversa aspetti 
	trattati sia dal d.P.R. in questione che dalle citate circolari che pertanto, 
	per tali profili, sono da considerare superati.


	2) - Si specifica che, insediati gli Uffici periferici del SND, e comunque a 
	partire dal 1 gennaio 1996:

	a) - Le funzioni affidate dal d.P.R. n. 1363 del 1959 agli uffici del genio 
	civile (all'epoca facenti parte del Ministero dei LL.PP.) agli artt. 5, 6, 7 
	-comma 2-, 8, 10, 11, 12, 13, 14 -commi 1 e 2 -, 15, 16, 17, 18 sono da 
	intendersi affidate agli Uffici periferici del SND.

	b) - Le funzioni affidate dal d.P.R. n. 1363 del 1959 al Servizio dighe 
	sono da intendersi affidate a:
	- Ufficio periferico del SND (artt.1, 7 - comma 1 -, 9 - comma 2 -);
	- Sede centrale del SND (artt. 4, 5, 7 - comma 2 -, 8, 10, 11, 12, 13, 14 
	- comma 1 -, 17, 18);
	- Sede Centrale e Ufficio periferico del SND (artt. 9 - comma 1 - ,14 - comma 3 -).

	c) - La disposizione di cui al secondo punto del comma 3 dell'art. 5 
	del d.P.R. n. 1363 del 1959 viene attuata dall'Ufficio periferico del SND 
	inviando la documentazione ivi indicata alla Sede Centrale che, eseguite le 
	verifiche e gli accertamenti del caso, la trasmette al Consiglio Superiore 
	dei lavori pubblici per l'esame e parere di cui all'art. 24, comma 3, lettera 
	b) del d.P.R. n. 85 del 1991.

	d) - La disposizione di cui all'art. 12, comma 7, del d.P.R. n. 1363 del 1959 
	viene attuata dall'Ufficio periferico del SND riferendo alla Sede Centrale che 
	potrà chiedere in merito il parere del Consiglio Superiore dei LL.PP.

	e) - Per le attività di competenza dell'amministrazione prescritte dagli 
	artt. 16, 17 e 18 del d.P.R. n. 1363 del 1959, si fa riferimento a quanto 
	indicato alla precedente lettera C).

	f) - I bollettini di cui all'art. 19, ultimo comma, del d.P.R. n. 1363 
	del 1959 devono essere inviati in duplice copia al competente Ufficio 
	periferico del SND, che ne trasmetterà una alla Sede centrale.

	g) - I soggetti cui sia stato affidato dai titolari della concessione di 
	derivazione, ovvero dai proprietari delle opere, l'esercizio dell'impianto, 
	assumono gli oneri previsti per questi ultimi dalla vigente normativa in 
	materia di dighe solo dopo che il Ministero dei lavori pubblici abbia 
	concesso esplicita autorizzazione al subentro nella gestione dell'impianto 
	e che detto subentro sia stato notificato al SND ed agli organi competenti 
	in materia di protezione civile.

	h) - Gli elaborati del progetto di opere di sbarramento da sottoporre 
	all'approvazione del SND, elencati all'art. 2 del d.P.R. n. 1363 del 1959 
	ed indicati come costituenti il progetto "esecutivo", devono essere redatti 
	con il livello di approfondimento precisato all'art. 16, comma 4, del 
	decreto-legge n. 101 del 1995, convertito con legge n. 216 del 1995, 
	per il progetto "definitivo". Quanto sopra tenuto conto che, in conformità 
	al dettato dell'art. 6, comma 5, 1° periodo, del medesimo decreto-legge, 
	il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, cui vengono trasmessi dal SND 
	i progetti per esame e parere, si esprime sui progetti "definitivi". 
	Analogamente il progetto indicato all'art. 1 del d.P.R. n. 1363 del 1959 
	deve essere equiparato al progetto "preliminare" come definito all'art. 16, 
	comma 3, del citato decreto-legge n. 101 del 1995.



F) - Definizione di altezza di una diga e volume di invaso, ai fini 
	dell'attribuzione delle competenze.

a) - con il termine di "altezza" si intende la differenza tra la quota 
	del piano di coronamento, ovvero del ciglio più elevato di sfioro nel caso 
	di traverse prive di coronamento, e quella del punto più depresso dei 
	paramenti da individuare su una delle due linee di intersezione tra 
	paramenti e piano di campagna.
b) - con il termine "volume di invaso" si intende la capacità del serbatoio 
	compresa tra la quota più elevata delle soglie sfioranti degli scarichi, 
	o della sommità delle eventuali paratoie (quota di massima regolazione), 
	e la quota del punto più depresso del paramento di monte da individuare 
	sulla linea di intersezione tra detto paramento e piano di campagna.



G) - Elenco delle dighe di competenza del SND.

	Il SND pubblica sulla Gazzetta Ufficiale l'elenco delle dighe che 
	rientrano nella propria competenza per le quali sono stati autorizzati gli invasi.

*****

	La presente circolare viene inviata alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica 
	Italiana per la relativa pubblicazione.


							
				IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
				Prof. Franco BARBERI